lunedì 28 novembre 2016

Un'idea di bellezza

Se potessi scegliere un'immagine rappresentativa il tuo concetto di bellezza quale sceglieresti tra le seguenti? 








Se nel Medioevo la bellezza fisica era considerata come portatrice di peccato per cui era rappresentata solo in chiave cristiana come attributo della Madonna e dei Santi, nel Rinascimento «La bellezza è il dono più grande concesso da Dio all'umana creatura, poiché grazie alla bellezza eleviamo lo spirito alla contemplazione… »(Agnolo Firenzuola, 1578)

Secondo voi, è giusto affermare che non esiste un canone di Bellezza Assoluta, in ideale che abbia attraversato i tempi, immutabile ed al di sopra della consuetudini e del modo di vivere, ma che piuttosto  i canoni di bellezza sono strettamente legati alle epoche ed alla situazione economica e sociale di un popolo?

e nella società attuale cosa si intende per bellezza?
Guardate i trailer di due film dedicati alla bellezza da un punto di vista italiano e americano.
Cosa ne pensi?


Produzione scritta entro venerdì 2 (min.200 parole):
Il mio ideale di bellezza (vedi handout)

mercoledì 23 novembre 2016

La commedia umana di Boccaccio

« Comincia il libro chiamato Decameron, cognominato Prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in dieci dì dette da sette donne e da tre giovani uomini. »
(G. Boccaccio, Decamerone, incipit proemio)
È considerata, nel contesto del Trecento europeo, una delle opere più importanti della letteratura, fondatrice della letteratura in prosa in volgare italiano. Ebbe larghissima influenza non solo nella letteratura italiana ed europea (si pensi solo alle Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer), ma anche nelle lettere future, ispirando l'ideale di vita edonistica e dedicata al piacere ed al culto del viver sereno tipici della cultura umanista e rinascimentale.

1) Guardate questa video-lezione sulla struttra e i principali temi contenunti nel Decameron e prendete appunti sulle informazioni principali:




L'importanza del Decameron per la prosa italiana è accentuata dal fatto che, a differenza di quanto era accaduto nella poesia, la prosa trecentesca non era ancora stabilizzata in una tradizione salda.

Nella tradizione italiana la prosa di Boccaccio assunse una funzione egemonica specialmente quando, nel Cinquecento, teorici e grammatici la indicarono come modello di riferimento.
2) Dopo aver lavorato sulla struttura narrativa della novella della quinta giornata Federigo degli Alberighi procediamo, allora, ad un'analisi linguistica.
In coppia individuate i seguenti fenomeni linguistici caratteristici della prosa boccaccesca (da riga 90 a 130).
- inversione tra ausiliare e participio;
- apocopi, sincopi e aferesi;
- posizione dei pronomi atoni;
- verbo in posizione finale nella frase;
- relativi in posizione iniziale;
- dislocazione: inversione del regolare ordine delle parole;
- uso abbondante di gerundio e participio.

3) Qualche informazione in più...
Se volete approfondire la vostra conoscenza su Boccaccio e il Decameron cliccate qui.

4) Ricordate che abbiamo parlato del Decameron girato da Pier Paolo Pasolini nel 1970 ispirandosi alle novelle di Boccaccio? Per maggiori informazioni cliccate qui.


domenica 20 novembre 2016

Per cominciare a conoscere Francesco Petrarca

1.Mettete in ordine le seguenti immagini seguendo le indicazioni dell'insegnante e ricostruite, in forma discorsiva, la vita di Francesco Petrarca.










2. Ascoltate la lettura del sonetto proemiale del Canzoniere e scrivete alla lavagna il maggior numero di parole che capite.


3. E ora divertitevi a ricostruite il sonetto rimettendo in ordine il puzzle.
4. Pronti per lavorare sul testo!
a) Leggete attentamente il sonetto e scrivete alla lavagna tutte le parole di cui non conoscete il significato. Qual è il tema centrale? E lo scopo?
b) la struttura dei periodi di questa poesia risulta abbastanza complessa.
Scrivete su un foglio le frasi che non riuscite a ricostruire e provate a farne l'analisi logica.
c) E ora siamo pronti a parafrasare il sonetto. Prima da soli, poi con l'aiuto della dispensa.
d) Per finire esaminiamo le caratteristiche metriche e le figure retoriche presenti.
Osservate e spiegate il legame semantico tra le parole in rima.

martedì 15 novembre 2016

Alla scoperta delle strade di Dante Alighieri

Alla scoperta delle strade di Dante Alighieri

1. Di Fronte alla chiese di Orsanmichele c'è un palazzo. Nel 1300 era un palazzo politico, ma oggi c'è la società Danteca Italiana, dove sono lecture sulle opere di Dante. All'epoca, Orsanmichele era un mercato e un posto dove tenevano i cereali, ma ora è una chiesa.
2. Il canto di Croce Rossa si chiama così perché era una farmacia, e la croce rossa (come "red cross" in inglese) significa la medicina. L'edicola all'angolo dice "amo chi mi ama."

3. L'arti speziali, lana, e calimala celebrano l'industria e il commercio.

4.  Le torri dei Cerchi e dei Donati:

5. La torre all'angolo si chiama "Torre della castagna," perché le castagne erano usate per i voti. All'epoca rappresentava i priori delle arte, e la potere del comune di Firenze.


7.


lunedì 14 novembre 2016

Roberto Benigni legge Dante: l'attualità della Divina Commedia

Dal 2006 Roberto Benigni è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia con uno spettacolo teatrale portato sulle scene di moltissime città europee e non solo e ricevendo moltissimi consensi di pubblico e critica.

1. Nel 2013 è intervenuto al Parlamento europeo a Bruxelles con una lectio dantis del XXVI canto dell'Inferno.
- Perchè secondo voi Benigni ha scelto proprio questo canto?
- Cosa accomuna Ulisse ai nostri rappresentanti politici?

2. Ascoltiamo la lettura di Benigni (dal minuto 6:40):


Ha concluso poi il suo intervento con un riferimento ad un forte tema di attualità:"Alla Grecia dobbiamo tanto, è arrivato il momento di ricompensare il suo popolo". Parlando di filosofia, "che abbiamo ricevuto tutta dall’antica Grecia", Benigni torna sull’attualità del piano di aiuti Ue ad Atene che in tanti in Europa stavano contestando. "Vorrei vedere ognuno di noi versare un euro al giorno per tutto quello che la civiltà greca ha significato per noi nel passato".

3. PURGATORIO, VI
Leggendo il sesto canto del Purgatorio, il più politico dei canti della Commedia, per la Biennale della Democrazia a Torino, Benigni ha paragonato la visione dantesca dell'Italia dell'epoca con i problemi dell'Italia attuale facendo riferimento alla corruzione e la disgregazione dei partiti.
Ascoltate dal minuto 4:16:

Cosa rimprovereste oggi alla vostra Patria e all'Italia?
Qual è il modello sociale ideale secondo voi?
Pensate che l'Italia sia un Paese corrotto?

per saperne di più sul tasso di corruzione in Italia leggi QUI

domenica 13 novembre 2016

La lingua italiana e i suoi dialetti

Un percorso a ritroso nella lingua italiana:

Prima di analizzare l'italiano di Dante e il suo parere sul volgare del XIV secolo, vediamo com'è divisa dialettalmente l'Italia di oggi:


1) In questo video un famoso comico italiano imita, molto ironicamente, i dialetti italiani.

- Volete sapere come si dice una parola italiana in un dialetto? Cliccate qui e buona ricerca!

2) ricerca sui dialetti 
ecco i link:
- dialetto napoletano QUI, QUI
- dialetto veneto QUI, QUI
- dialetto siciliano QUI, QUI, QUI
- dialetto milanese QUI, QUI

Se volete sapere qualcosa in più sull'uso dei dialetti oggi in Italia cliccate QUI, QUI

3) Osservate come Dante divideva l'italia in base alle varietà di volgare parlate:


Pensate che ci siano delle analogie con la situazione attuale?



Già nei primi anni del 1300 nel suo De Vulgari Eloquentia Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana, affrontò il tema della lingua volgare andando alla ricerca della parlata più adatta da essere usata al posto del latino.

Leggete il brano sulla vostra dispensa e se volete leggere altri passi tratti da De vulgari eloquentia (naturalmente tradotti in italiano) cliccate qui.

4) Evoluzione della lingua italiana.

a) Leggiamo uno dei più noti sonetti danteschi tratti dalla "Vita Nova": "Tanto gentile e onesta pare..."
A leggere questo sonetto non sembrerebbero passati così tanti secoli, la lingua di Dante risulta abbastanza vicina a quella odierna!
Riuscite a capire il significato di tutte le parole?



b)Paragoniamo questo sonetto ad alcuni versi dei "Canterbury Tales", di Geoffrey Chaucer, l'opera di riferimento dell'inglese medievale (middle english).
Quale lingua è cambiata di più? Perchè secondo voi?

c) Ma in realtà alcuni vocaboli usati da Dante nel sonetto che abbiamo letto appaiono con un'accezione diversa da quella moderna.
GIOCHIAMO CON IL VOCABOLARIO!
Provate voi, con l'aiuto dei dizionari d'uso ed etimologici (qui, qui, qui) a scoprire il significato attribuito da Dante alle parole "gentile" "onesta" "pare" "donna". Avete cinque minuti. Buon lavoro!

lunedì 7 novembre 2016

Scrittura dell'alluvione


Suzanne: 

Il 4 Novembre 2016, era il cinquantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966. Quel giorno dell'anniversario , abbiamo fatto una gita alla mostra con molte foto che ha dimostrato l’impatto sugli aspetti diversi come l’ambiente , le persone sono stati colpito al massimo dalla distruzione degli edifici storici, per il fatto che anni della storia era perso in poco tempo.

La foto che mi ho colpito più è di una stanza piena di statue. In questa fotografia, ci sono molte statue in una fila contro il muro e di fronte c'è una pila di parte delle statue che si erano rotte. All’inizio, penso che la statue siano le persone vere, ma quando ho guardato alla foto meglio ho potuto vedere cos’era in realtà. Da quando ho dovuto dare un’occhiata attentamente alla foto, mi sentivo di più significato perché dovevo pensare della foto da più tempo. Nella foto, c'è una statua che sembra salutare con la mano e chiedere aiuto. Inoltre, penso che questa foto rappresenti la perdita di storia e gente perché tante cose sono state distrutte.

In un'altra foto, è mostrato che il livello dell’acqua era molto alto perché si può vedere che l’acqua quasi copre il ponte. Di fronte all'edificio della mostra, ci sono targhe che indicano quanto era alto il livello d’acqua nel 1966. Mi sentito di più sorpresa quando ho visto le targhe perché posso vedere com’era in realtà, invece delle foto solo. Credo che sia incredibile e lo scorso fine settimana ho conosciuto una donna vecchia che ha studiato all’estero cinque anni fa quando aspettavo in una fila per la galleria dell’accademia. Questa donna si ricorda l'alluvione di Firenze e ha parlato di tutto dell’arte che era distrutto. Comunque, lei ha detto anche che c’erano molte persone che hanno aiutato durante quel tempo e aveva trasportato dei fanghi per combattere l’alluvione. Era molto interessante di parlare con una persona che ha sperimentato questa momento catastrofico ed ascoltare la sua prospettiva.

Alla luce dei terremoti in Italia recentemente, ho un po’ paura rispetto alle catastrofi naturali. Però, lo so non posso fare molto se c'è una catastrofe naturale. Ho paura perché non posso controllare, ma potrei preparare un kit di pronto soccorso o fare un piano in caso di un’emergenza. Così, sebbene abbia un po’ paura delle catastrofi naturali, non sono molto preoccupata perché puoi essere solo preparato. Anche a San Francisco ci sono i terremoti, quindi sono a conoscenza di questa cosa e non mi sento troppo inquieta.

La mafia dagli occhi di Leonardo Sciascia

« Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore solo una volta. »
(Paolo Borsellino)

Leonardo Sciascia è stato romanziere, saggista, commediografo, ma ha svolto anche un' intensa attività politica e di sensibilizzazione civile sui temi e le vicende legate alla mafia.

Ma cos'è la mafia per Leonardo Sciascia?Scopriamolo attraverso commenti, interviste e brani tratti da due dei suoi romanzi principali Il giorno della civetta e A ciascuno il suo.
.
- Se pensi alla mafia cosa ti viene in mente?
- Conosci la differenza tra
mafia, 'ndrangheta, camorra e sacra corona unita


GIOCO: caccia all'informazione. Vediamo quale gruppo è più veloce a trovare la risposta alle seguenti domande! 
- Qual è l'etimologia di queste parole e quando sono nate queste organizzazioni criminali?
- Cosa significa il termine picciotto in gergo mafioso?
- Chi è stato il primo pentito di mafia?
- Chi erano e cosa è successo a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?
- Chi ha scritto il libro Gomorra e cosa ha voluto denunciare?
- Qual è l'organizzazione criminale italiana più potente all'estero?
- Cosa è successo a Firenze in via de' Georgofili nel 1993?

Oltre gli stereotipi:
Se cercate una visione della mafia meno stereotipica rispetto a quella presentata in versione holliwoodiana da "Il padrino" o "I soprano":
a) Qui trovate informazioni e le opinioni dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia.
b) E una lista di film sul tema (QUI)...


domenica 6 novembre 2016

L'Alluvione di Firenze

Charlotte: 
Venerdì era l'anniversario dell'alluvione di Firenze. La cosa che mi ha colpito di più di questo momento vissuto dalla città era la velocità con cui la pioggia cadeva. Immediatamente, il livello dell'acqua si è alzato metri sopra la terra. Nessuno ha potuto guidare le macchine perché il livello dell'acqua era troppo alto. Una foto al museo che mostra la gravità dell'alluvione è la foto con le persone  che asciugano i libri dopo l'alluvione. La pioggia ha distrutto molti libri, opere d'arte, e altri documenti importanti. Era un giorno tragico per le persone a Firenze. Molte persone hanno perso il lavoro se l'edificio era distrutto. È difficile per gli edifici in Italia resistere a un catastrofe come l'alluvione e i terremoti. Sono molto vecchi e non sono costruiti ben per resistere allora molti italiani hanno paura delle catastrofi perché è possibile di perdere le loro case e le loro vite. Nella mia vita a New York, ho paura degli uragani. Non ci sono molti uragani ma quando un uragano arriva, l'elettricità si spegne e non posso usare niente. Durante L'uragano Sandy, ho avuto bisogno di stare a casa dei miei nonni per una settimana e la mia scuola era chiusa. Allo stesso tempo, sono in California durante la maggior parte della mia vita allora ho paura un po dei terremoti ma gli edifici in California sono costruiti per resistergli.





Ariana 

La cosa che mi ha colpito di più è la distruzione dell’arte a Firenze. L’arte è una grande parte della storia della città, e le opere a Firenze sono antiche e importanti. Però, durante l’alluvione molte sculture e quadri sono stati distrutti, per esempio il crocifisso di Cimabue a Santa Croce. Alla mostra, c’era una foto di molte sculture in pezzi dopo l’alluvione, e sembrava come un cimitero. Secondo me, questo è un peccato perché non si può restaurare perfettamente l’arte così importante o vecchia. Inoltre, i libri distrutti sono persi per sempre. C’era qualche foto di libri bagnati o i fogli di carta asciugandosi. Ci sono altre cose distrutte, come le case e le macchine, che possono essere riparate, allora non è tanto serio. Perdere i grandi capolavori dell’epoca sarebbe peggiore. Rispetto alle catastrofi naturali, ho paura della distruzione degli edifici e strade. Insomma, ho paura che i risultati dei terremoti diventino pericolosi.


venerdì 4 novembre 2016

L'Oltrarno

Charlotte Breslin

 L’oltrarno è la parte a Firenze che non ha molti monumenti turistici come il Duomo, Ponte Vecchio, Santa Croce, gli Uffizi, l’Academia etc… Ci sono alcuni ma non tanto. A causa di questo, L’oltrarno è più lento.
Le persone in questa parte sono più italiani. Abito in Borgo San Frediano e amo abitare qui. Sono fortunata perchè ho voluto un’ esperienza vera in Italia e io penso. Mi sembra che le persone in questa parte della città siano più simpatiche delle altre. Quando vado in gelateria o pasticceria, le persone apprezzano quando provo a parlare in Italiano. Mi aiutano e mi rispondono in Italiano. Comunque, è tipico nell’altra parte che quando parlo in Italiano, la persona con cui parlo risponda in inglese perchè è più facile e non avrà tempo di essere paziente con me. È chiaro che vogliano soldi dai turisti.

Le persone in questa parte dell’Arno hanno paura che diventerà come l’altra parte. Non vogliono tanti turisti in questa parte. La qualità della città diminuirà. Ho parlato con la donna che lavora in tabaccheria a Piazza Santo Spirito. Lei partecipa al movimento di preservare l’oltrarno. Lei non vuole perdere Firenze vera e sono d’accorda con lei

L'Oltrarno

I turisti al Duomo 

martedì 1 novembre 2016

50 anni dalla tragica alluvione



"Firenze è un immenso lago immerso nelle tenebre..., di acque limacciose che si estendono per oltre sei chilometri quadrati nei quartieri a nord dell'Arno e in un'area imprecisata nei quartieri a sud del fiume. L'inondazione, la più grossa dal 1270, interessa due terzi della città. Manca l'acqua, manca il gas, l'energia elettrica è erogata soltanto in alcune zone, il telefono non funziona. La situazione è drammatica nelle case di abitazione e negli ospedali. Anche nelle zone risparmiate dall'inondazione scarseggiano i rifornimenti alimentari; nelle altre è impossibile l'approvvigionamento".

Il 4 novembre Firenze ricorderà il 50esimo anniversario della la tragica alluvione.

Fra i tanti eventi proposti in città per ricordare questo evento straordinario la mostra “Balthazar Korab, I giorni dell’ALLUVIONE” alla Tethys Gallery, in via dei Vellutini.

 E’ stato uno dei più celebri e prolifici fotografi di architettura del secolo scorso, Balthazar Korab. Le sue immagini dei lavori di Mies Van Der Rohe e Frank Lloyd Wright, di Le Corbusier, Richard Meier e soprattutto di Eero Saarinen, a partire dalla fine degli anni Cinquanta furono pubblicate in tutto il mondo su libri e riviste, valendogli premi, riconoscimenti e mostre negli anni a venire. Nel momento di maggior successo, nell’autunno del 1966, decise di prendersi un anno sabbatico e, con la moglie e i due figli, venne in Italia. Arrivò a Firenze, più precisamente a Settignano, nei primi giorni di novembre di quell’anno e, per puro caso, si trovò ad assistere all’ALLUVIONE che sconvolse la città di lì a poco, raccontandola in una serie di scatti che ora, in occasione dei cinquant’anni da quell’evento, vengono proposti alla Tethys Gallery nella mostra “Balthazar Korab. I giorni dell’ALLUVIONE”, curata da John Comazzi, Christian Korab, Guido Cozzi e Massimo Borchi, da giovedì 27 ottobre al 26 novembre. 

Dopo la mostra
Scrivete un post di commento all'attività.
Cosa vi ha colpito di più di questo momento vissuto dalla città di Firenze? Quale delle foto esposte secondo voi lo rappresenta meglio e perché?
Scattate una foto ad una delle tante targhe presenti in città che ricordano il livello dell'acqua in quella famosa alluvione.
In questo momento l'Italia è tormentata dai forti e continui terremoti. Quali sono le vostre paure rispetto alle catastrofi naturali?

I video dell'alluvione: 




- Il documentario di Franco Zeffirelli, Per Firenze (1966) QUI

- la scena tratta dal film di Marco Tullio Giordana, La meglio gioventù (2003)






Altre mostre in città:
"Alfabeti sommersi" (QUI) negli spazi della Sala d'Arme di Palazzo Vecchio dal 1° al 13 novembre, con filmati inediti e opere di Kiefer e Isgrò.

Dal 28 ottobre al 31 gennaio l’Archivio storico del Comune di Firenze (sala delle esposizioni, via dell'Oriuolo 35) ospita la mostra L'Arno in Città - L'alluvione del 4 novembre 1966 nella memoria dei fiorentini.